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giovedì 24 maggio 2018

Dopo essere stati a Medjugorje la mia famiglia ha trovato la pace e l’amore, vi invito ad andarci.

TESTIMONIANZA 

Stavo cadendo nello stress depressivo, ma grazie a una chiamata, Medugorje mi salva .
 Tutto parte nell' agosto  del 2016; mi trovavo con la mia famiglia a Margherita di Savoia dove stavo trascorrendo la mia prima vacanza, dopo tanti anni di seri problemi da parte della mia famiglia e sopratutto quella di mia moglie. Una notte mentre stavo riposando sognai che stavo viaggiando con un pullman che si fermò in un posto dove c'era una chiesa, e dietro due Monti pieni di pace, ma ancora non capivo cosa era tutto questo . Al mattino lo spiego a mia moglie e mi disse che era solo un sogno, ma questo mi tormentava ( per 3 giorni consecutivi).  Poi  l'ho racconto ad un amico e mi disse che quel posto si chiamava Medugorje. Mi diceva di tornare a casa e  poi di parlare con un parroco che fa pellegrinaggi a Medugorje e che potevo dirglielo nella confessione   e spiegare il tutto ...e così feci, e ritornai a casa. Avevo conosciuto don Rocco Giannetta, un parrocco pieno d' amore e semplicità. Subito mi disse:" tu ad ottobre dovrai partire con me".
E io così parlai con la mia famiglia e anche loro furono  contenti di questa mia decisione, perchè sapevano le mie condizioni. Una volta partito stavo già capendo che quel viaggio mi avrebbe tanto aiutato, lì ho conosciuto persone speciali. Quanto sono arrivato a destinazione, subito ho avuto un contatto spirituale con l’amata Madre celeste. Quei 4 giorni per me sono stati davvero decisivi per un mio vero cambiamento da parte mia e così la mia richiesta fatta alla Madonna sul Podbdro e quella fatta sul Kricevaz di donarmi la pace che da anni cercavo e loro me l' hanno donata. Dopo questa bellissima esperienza, ritorno a casa dove ad aspettarmi a braccia aperte stava la mia famiglia e hanno visto subito un uomo diverso e mia moglie mi disse:"porta pure me", e i miei figli vedendo questo gesto mi dissero:" papà anche noi vogliamo venire con te". Io da buon marito e da gran padre, esaudisco subito il loro sogno, così sempre partendo dalla mia città (Foggia) a luglio 2017 sempre con la presenza e l’amore di don Rocco Giannetta, arriviamo di nuovo in quel paradiso chiamato Medugorje. Subito all’arrivo la mia famiglia capì che tutto quello che gli avevo raccontato era tutto vero. Dopo questa esperienza con la mia famiglia, abbiamo trovato la pace e l’amore che ci serviva dentro di noi. C’è sempre da migliorare nella nostra vita e per questo che ho chiesto sia a Dio che alla Madonna, di farmi ritornare in quel posto, che io chiamo "paradiso" dove Lei concede sempre tutte le nostre richieste. Ora vi invito ad andarci almeno una sola volta,  per capire cosa davvero c’è in quel villaggio meraviglioso. Vi ho reso partecipe di questa mia piccola testimonianza per farvi capire che la nostra Madre è sempre pronta ad aiutare i propri figli ed io che stavo per cadere , Ella mi ha ridato la pace e l’amore che nessuno mi poteva dare. Grazie amata Madre per avermi aiutato.

 Carmine Di Tullio

mercoledì 23 maggio 2018

7° Pellegrinaggio Internazionale a Medjugorje per persone con disabilità

Settimo Pellegrinaggio Internazionale a Medjugorje per persone con disabilità

data: 22.05.2018.
A Medjugorje si svolgerà anche quest'anno il Pellegrinaggio Internazionale per persone con disabilità. Esso, giunto ormai alla sua settima edizione, andrà dal 14 al 17 giugno 2018, ed avrà il tema seguente: „Vivere della Parola di Dio - Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture” (Lc 24,45). Coordinatore dell'evento sarà il parroco di Medjugorje, fra Marinko Šakota. Anche quest'anno i parrocchiani di Medjugorje offriranno vitto ed alloggio gratuiti ai partecipanti al Pellegrinaggio. L'Ufficio parrocchiale invita i parrocchiani a dare comunicazione del numero di persone che sono in grado di ospitare. I parrocchiani che lo desiderano possono anche far domanda presso l'Ufficio parrocchiale per poter aiutare nell'organizzazione dell'evento. Le richieste di partecipazione al Pellegrinaggio vanno inviate all'indirizzo di posta elettronica gospina.skola@gmail.com dal 1° al 30 maggio 2018.

domenica 20 maggio 2018

Oggi si festeggia la Pentecoste, compleanno della Chiesa, la discesa dell' AMORE

Cade nel cinquantesimo giorno dopo Pasqua 
 Pentecoste: è festa  perché Gesù continua a mandare lo Spirito Santo alla sua Chiesa. Chi lo riceve diventa forte , capace di far conoscere e amare Gesù a quanti ancora non lo conoscono.
 Lo Spirito Santo è disceso sugli apostoli nella forma di una lingua di fuoco, ed essi sono stati improvvisamente capaci di parlare in lingue che prima non conoscevano..
Lo Spirito Santo ha un ruolo speciale nella storia perché è colui che viene inviato perché sia la nostra guida
   Il Signore disse:Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni 
e i vostri anziani faranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno” (Atti 2:17-18).
Nella Cresima, si ricevono i doni dello Spirito Santo; egli sarà con noi per aiutarci durante tutta la nostra vita!
Lo Spirito Santo deriva dall'amore di Dio Padre e Dio Figlio.
Lo Spirito Santo è una Persona di grande rilievo nella Trinità. Ogni domenica, a Messa, recitiamo le parole del Credo: “Credo nello Spirito Santo, che procede dal Padre e dal Figlio”.
Sapete cosa significa “procede”? Nel Credo vuol dire che lo Spirito Santo deriva dall'amore del Padre e del Figlio. Egli è l'amore che esiste tra il Padre e il Figlio.
Pensate ai vostri genitori. Vostra madre ama vostro padre, e vostro padre ama vostra madre. Potreste dire che sono “innamorati”. C'è un amore tra loro, e da quell'amore derivano molte cose grandi, compresi voi!
Allo stesso modo, lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, e come ogni amore che esiste tra due persone lo Spirito Santo è inviato per avere un impatto su di noi qui sulla terra.
 Lo Spirito Santo, quindi, ci è inviato da Dio Padre e da Dio Figlio perché sia con noi mentre cerchiamo di resistere alla tentazione e di praticare le virtù. Possiamo contare su di lui per ricevere i doni spirituali di cui abbiamo bisogno per perseverare, e possiamo pregarlo molte volte al giorno, dicendo semplicemente: “Vieni, Santo Spirito!”.




PREGHIAMO

VIENI, SPIRITO SANTO

MANDA A NOI DAL CIELO

UN RAGGIO DELLA TUA LUCE.

VIENI, PADRE DEI POVERI,

VIENI, DATORE DEI DONI.

VIENI, LUCE DEI CUORI.

O LUCE BEATISSIMA,

7 doni dello Spirito santo

1. Consiglio

E' il primo dono dello Spirito Santo. Nella Bibbia indica il progetto di Dio su ogni persona. Questo dono aiuta a conoscere ciò che Lui si aspetta da ognuno. Ci facilita la vita mettendoci accanto persone di Sua fiducia (genitori, catechisti, amici, suore, Don...) che indicano la strada giusta da seguire. Lui si aspetta però anche che i ragazzi sappiano dare consigli ai compagni di viaggio con le parole e con i viaggi.

2. Sapienza

Secondo la Bibbia è il secondo dono dello Spirito Santo. Serve a capire come funziona la vita e ad ordinare le cose secondo una classifica giusta riservando il primo posto a Dio. Spiega come le piccole  e grandi gioie aiutano a vivere meglio ma non durano per sempre. Per questo la persona saggia costruisce la casa sulla roccia e non sulla sabbia. La sapienza ti permette di vedere le cose con il Cuore stesso di Dio... Cioè come le comprende Lui.

3. Fortezza

La Fortezza è il terzo dono dello Spirito Santo. Sostiene la resistenza contro ogni tentazione che porta al male e fa realizzare il bene. Aiuta a mantenere gli impegni presi nei confronti nella vita, di noi stessi e con Dio. Dà ai ragazzi energia sufficiente per non comportarsi da "pecoroni" che imitano i modi sbagliati dei prepotenti. Questo dono insegna loro a sostituire l'amore per la forza con la forza per l'amore.

4. Intelletto

L'intelletto è il quarto dono dello Spirito Santo che fa riconoscere la presenza di Dio nei diversi episodi della giornata. Non si ferma al look, ma dà importanza a ciò che è 'dentro'. La persona intelligente non dà peso all'apparenza, ai pettegolezzi, alla banalità: cerca invece la verità nelle persone e nelle parole che ascolta e che dice.

5. Pietà

E'il quinto dono dello Spirito Santo. Aiuta a riconoscere Dio come un padre buono che pensa a tutti, con cui si può dialogare volentieri e si fa il possibile per accontentarLo. Uno dei modi più belli è di riconoscere tutti i Suoi figli come fratelli e sorelle. Se li amiamo, ha detto Gesù, si ama anche il Padre che è nei cieli.

6. Timor di Dio

Il Timor di Dio è il sesto dono dello Spirito Santo e fa capire che Dio deve essere rispettato. Non è un Tipo suscettibile che spaventa e castiga, ma neppure Uno che può essere facilmente ingannato e raggirato. E' il Dio Amore di cui bisogna parlare bene nei discorsi e nei fatti. Dio non vuole spaventare nessuno, vuole solo che noi ci assumiamo la nostra responsabilità, usiamo bene della nostra libertà aprendo a Lui il  nostro cuore.

7. Scienza

E' il settimo dono e nella Bibbia è sinonimo di conoscenza e di amore totale verso Dio. Se conosci Dio vedi le persone e le cose in ralazione con Lui. L'amore per le creature deriva dall'amore per il Creatore. Per questa ragione rispetta la natura, comprende gli altri e con essi cammina verso la felicità, verso l'Amore (con la A maiuscola) che è alla base di ogni amore. Questo è il vero "scienziato" che migliora la sua vita e quella degli altri.

domenica 13 maggio 2018

Oggi, domenica 13 marzo, si celebra l'ASCENSIONE di Gesù - SIGNIFICATO

Si celebra quaranta giorni dopo la Pasqua e conclude la permanenza visibile di Dio fra gli uomini. È preludio della Pentecoste e segna l’inizio della storia della Chiesa.

Secondo il racconto biblico (vangeli e Atti degli Apostoli ) Gesù salì al cielo con il suo corpo, alla presenza dei suoi apostoli, per unirsi fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta (parusìa).
I vangeli non si dilungano molto su tale episodio. Marco scrive:

« Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. »   (Marco 16,19)

Luca, un po' meno stringatamente:

« Poi [Gesù] li condusse fuori [i discepoli] verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. »   (Luca 24,50-53)

Giovanni conclude il suo Vangelo con un'apparizione di Gesù in Galilea, ma parla precedentemente dell'ascensione in maniera indiretta, riportando una testimonianza di Maria Maddalena per cui non era necessario che lei lo trattenesse perché il momento della sua Ascensione, quaranta giorni dopo, non era ancora venuto ed avrebbero avuto ancora tempo:
L'Ascensione è l'ultimo episodio della vita terrena di Gesù, conclusasi in base al Nuovo Testamento con la sua salita al cielo, avvenuta secondo gli Atti degli Apostoli quaranta giorni dopo la sua risurrezione.
La festività che commemora l'Ascensione è celebrata dalla Chiesa cattolica, nell'Oriente cristiano e in diverse confessioni protestanti; insieme a Pasqua e Pentecoste è una delle solennità più importanti.
« Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli, e di' loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”». »   (Giovanni 20,17)

Matteo non parla esplicitamente di ascensione al cielo come gli altri evangelisti. Nel brano che conclude questo Vangelo, Gesù appare ai discepoli su un monte della Galilea dove li aveva convocati e li invia in missione nel mondo, congedandosi da loro con le parole:

« Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. »   (Matteo 28,16-20)

Negli Atti si trova altresì una cronaca più dettagliata dell'evento:

« Egli [Gesù] si mostrò ad essi [gli apostoli] vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio […] Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo». »   (Atti 1,3-11)

Nelle lettere canoniche non si parla dell'accaduto; vengono tuttavia descritte le conseguenze dell'Ascensione per il fedele: Efesini (4:7-13), Timoteo, 1 (3:16), Pietro, 1 (3:21-22


Oggi 28 maggio la chiesa celebra l’ Ascensione di Gesù, con la solennità dell’Ascensione di Gesù  termina la missione di Cristo, la sua venuta fra noi in carne umana per operare la salvezza. Era necessario che, dopo la sua Risurrezione, Cristo continuasse per un periodo di tempo a essere presente fra noi, per manifestare la sua nuova vita e completare la formazione dei discepoli. Ma questa presenza è terminata il giorno dell’Ascensione. Tuttavia, anche se Gesù è ritornato in cielo con il Padre, rimane tra noi in vari modi, e soprattutto in modo sacramentale, nella Sacra Eucaristia.Dato che il Capo è in cielo, anche noi, sue membra, abbiamo la possibilità di raggiungerlo. Non solo: Egli è andato a prepararci un posto nella casa del Padre (cfr. Gv 14, 3). Seduto alla destra del Padre, Gesù continua il suo ministero di Mediatore universale della salvezza. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto» (Compendio, 132). Infatti, dieci giorni dopo la sua Ascensione in cielo, Gesù inviò lo Spirito Santo ai discepoli, come aveva promesso. Da allora Gesù manda incessantemente agli uomini lo Spirito Santo, per comunicare loro la potenza vivificante che Egli possiede e riunirli per mezzo della sua Chiesa in modo da formare l’unico popolo di Dio. L’Ascensione ci stimola a vivere con lo sguardo rivolto alla gloria del Cielo, «quae sursum sunt, quaerite» (Col 3, 1), ricordando che «non abbiamo quaggiù una città stabile» (Eb 13, 14), ma sempre con il desiderio di santificare le realtà umane; e ci spinge a vivere di fede, perché sappiamo di essere in compagnia di Gesù, che ci conosce e ci ama dal cielo, e che ci tiene sempre compagnia dal Tabernacolo.



Ascensione di Gesù, ecco le cose da sapere


L’episodio è descritto dai Vangeli di Marco e Luca e negli Atti degli Apostoli. Fino al 1977 in Italia era anche festa civile

Con la solennità dell’Ascensione di Gesù al Cielo si conclude la vita terrena di Gesù che con il suo corpo, alla presenza degli apostoli, si unisce fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta (Parusìa) per il Giudizio finale. Questa festività è molto antica e viene attestata già a partire dal IV secolo. Per la Chiesa cattolica e le Chiese protestanti, l’Ascensione si colloca di norma 40 giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale, ovvero quello successivo alla VI domenica di Pasqua. Nel Credo degli Apostoli viene menzionata con queste parole: «Gesù è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine».
Nella Chiesa ortodossa l'Ascensione è una delle 12 grandi feste. La data della celebrazione è stabilita a partire dalla data della Pasqua nel calendario ortodosso. Essa è conosciuta sia con termine greco Analepsis (salire su) sia con Episozomene (salvezza). Quest'ultimo termine sottolinea che Gesù salendo al cielo ha completato il lavoro della redenzione. Più chiari ancora gli Atti, che nominano esplicitamente il monte degli ulivi, poiché dopo l'ascensione i discepoli «ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.»(Atti 1:12) La tradizione ha consacrato questo luogo come il Monte dell'Ascensione.


Gerusalemme, Edicola dell'Ascensione
Gerusalemme, Edicola dell'Ascensione

Qual è il senso biblico della parola Ascensione?

Secondo una concezione spontanea e universale, riconosciuta dalla Bibbia, Dio abita in un luogo superiore e l’uomo per incontrarlo deve elevarsi, salire. L’idea dell’avvicinamento con Dio, è data spontaneamente dal monte e nell’Esodo (19,3), a Mosè viene trasmessa la proibizione di salire verso il Sinai, che sottintendeva soprattutto quest’avvicinamento al Signore; “Delimita il monte tutt’intorno e dì al popolo; non salite sul monte e non toccate le falde. Chiunque toccherà le falde sarà messo a morte”. Il comando di Iavhè non si riferisce tanto ad una salita locale, ma ad un avvicinamento spirituale; bisogna prima purificarsi e raccogliersi per poter udire la sua voce. Non solo Dio abita in alto, ma ha scelto i luoghi elevati per stabilirvi la sua dimora; anche per andare ai suoi santuari bisogna ‘salire’. Così lungo tutta la Bibbia, i riferimenti al “salire” sono tanti e continui e quando Gerusalemme prende il posto degli antici santuari, le folle dei pellegrini ‘salgono’ festose il monte santo; “Ascendere” a Gerusalemme, significava andare a Iavhè, e il termine, obbligato dalla reale posizione geografica, veniva usato sia dalla simbologia popolare per chi entrava nella terra promessa, come per chi ‘saliva’ nella città santa. Nel Nuovo Testamento, lo stesso Gesù “sale” a Gerusalemme con i genitori, quando si incontra con i dottori nel Tempio e ancora “sale” alla città santa, quale preludio all’”elevazione” sulla croce e alla gloriosa Ascensione.

Quali sono i testi che parlano di questo evento?

  
I Libri del Nuovo Testamento contengono sporadici accenni al mistero dell’Ascensione; i Vangeli di Matteo e di Giovanni non ne parlano e ambedue terminano con il racconto di apparizioni posteriori alla Resurrezione. Marco finisce dicendo: “Gesù… fu assunto in cielo e si assise alla destra di Dio” (XVI, 10); ne parla invece Luca: “Poi li condusse fin verso Betania, e alzate le mani, li benedisse. E avvenne che nel benedirli si staccò da loro e fu portato verso il cielo” (XXIV, 50-51). Ancora Luca negli Atti degli Apostoli, attribuitigli come autore sin dai primi tempi, al capitolo iniziale (1, 11), colloca l’Ascensione sul Monte degli Ulivi, al 40° giorno dopo la Pasqua e aggiunge: “Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra di voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”. Gli altri autori accennano solo saltuariamente al fatto o lo presuppongono, lo stesso s. Paolo pur conoscendo il rapporto tra la Risurrezione e la glorificazione, non si pone il problema del come Gesù sia entrato nel mondo celeste e si sia trasfigurato; infatti nelle varie lettere egli non menziona il passaggio dalla fase terrestre a quella celeste. Ma essi ribadiscono l’intronizzazione di Cristo alla destra del Padre, dove rimarrà fino alla fine dei secoli, ammantato di potenza e di gloria; “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo sta assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra; siete morti infatti, e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!” (Colossesi, 3, 1-3).

Pietro Perugino, Ascensione di Cristo
Pietro Perugino, Ascensione di Cristo

Quali sono le fonti storiche?

Luca, il terzo evangelista, negli Atti degli Apostoli specifica che Gesù dopo la sua passione, si mostrò agli undici apostoli rimasti, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del Regno di Dio; bisogna dire che il numero di ‘quaranta giorni’ è denso di simbolismi, che ricorre spesso negli avvenimenti del popolo ebraico errante, ma anche con Gesù, che digiunò nel deserto per 40 giorni. San Paolo negli stessi ‘Atti’ (13, 31) dice che il Signore si fece vedere dai suoi per “molti giorni”, senza specificarne il numero, quindi è ipotesi attendibile, che si tratti di un numero simbolico. L’Ascensione secondo Luca, avvenne sul Monte degli Ulivi, quando Gesù con gli Apostoli ai quali era apparso, si avviava verso Betania, dopo aver ripetuto le sue promesse e invocato su di loro la protezione e l’assistenza divina, ed elevandosi verso il cielo come descritto prima (Atti, 1-11). Il monte Oliveto, da cui Gesù salì al Cielo, fu abbellito da sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino con una bella basilica; verso la fine del secolo IV, la ricca matrona Poemenia edificò un’altra grande basilica, ricca di mosaici e marmi pregiati, sul tipo del Pantheon di Roma, nel luogo preciso dell’Ascensione segnato al centro da una piccola rotonda. Poi nelle alterne vicende che videro nei secoli contrapposti Musulmani e Cristiani, Arabi e Crociati, alla fine le basiliche furono distrutte; nel 1920-27 per voto del mondo cattolico, sui resti degli scavi fu eretto un grandioso tempio al Sacro Cuore, mentre l’edicola rotonda della chiesa di Poemenia, divenne dal secolo XVI una piccola moschea ottagonale.

Qual è il significato dell’Ascensione?

  
San Giovanni nel quarto Vangelo, pone il trionfo di Cristo nella sua completezza nella Resurrezione, e del resto anche gli altri evangelisti dando scarso rilievo all’Ascensione, confermano che la vera ascensione, cioè la trasfigurazione e il passaggio di Gesù nel mondo della gloria, sia avvenuta il mattino di Pasqua, evento sfuggito ad ogni esperienza e fuori da ogni umano controllo. Quindi correggendo una mentalità sufficientemente diffusa, i testi evangelici invitano a collocare l’ascensione e l’intronizzazione di Gesù alla destra del Padre, nello stesso giorno della sua morte, egli è tornato poi dal Cielo per manifestarsi ai suoi e completare la sua predicazione per un periodo di ‘quaranta’ giorni. Quindi l’Ascensione raccontata da Luca, Marco e dagli Atti degli Apostoli, non si riferisce al primo ingresso del Salvatore nella gloria, quanto piuttosto l’ultima apparizione e partenza che chiude le sue manifestazioni visibili sulla terra. Pertanto l’intento dei racconti dell’Ascensione non è quello di descrivere il reale ritorno al Padre, ma di far conoscere alcuni tratti dell’ultima manifestazione di Gesù, una manifestazione di congedo, necessaria perché Egli deve ritornare al Padre per completare tutta la Redenzione: “Se non vado non verrà a voi il Consolatore, se invece vado ve lo manderò” (Giov. 16, 5-7). Il catechismo della Chiesa Cattolica dà all’Ascensione questa definizione: “Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore, che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto”.

Andrea Mantegna, Ascensione, 1460, Galleria degli Uffizi, Firenze
Andrea Mantegna, Ascensione, 1460, Galleria degli Uffizi, Firenze

È festa anche dal punto di vista civile?

La prima testimonianza della festa dell’Ascensione, è data dallo storico delle origini della Chiesa, il vescovo di Cesarea, Eusebio (265-340); la festa cadendo nel giovedì che segue la quinta domenica dopo Pasqua, è festa mobile e in alcune nazioni cattoliche è festa di precetto, riconosciuta nel calendario civile a tutti gli effetti. In Italia previo accordo con lo Stato Italiano, che richiedeva una riforma delle festività, per eliminare alcuni ponti festivi, la Conferenza episcopale italiana ha fissato la festa liturgica e civile, nella domenica successiva ai canonici 40 giorni dopo Pasqua. Nel Rito ambrosiano, però, si celebra il giovedì. Al giorno dell’Ascensione si collegano molte feste popolari italiane in cui rivivono antiche tradizioni, soprattutto legate al valore terapeutico, che verrebbe conferito da una benedizione divina alle acque . A Venezia aveva luogo una grande fiera, accompagnata dallo “Sposalizio del mare”, cerimonia nella quale il Doge a bordo del “Bucintoro”, gettava nelle acque della laguna un anello, per simboleggiare il dominio di Venezia sul mare; a Bari la benedizione delle acque marine, a Firenze si celebra la “Festa del grillo”.


Come è stata raffigurata l’Ascensione nell’arte?

  
Il racconto delle Scritture e la celebrazione liturgica di questo mistero possiamo trovarli in miniature di codici famosi, fra tutti l’Evangeliario siriano di Rabula nella Biblioteca Laurenziana di Firenze, e in mosaici ed avori a partire dal sec. V. Il tema dell’Ascensione, si adattò bene al ritmo verticaleggiante dei timpani, sovrastanti le porte delle chiese romaniche e gotiche; esempio insigne il timpano della porta settentrionale della cattedrale di Chartres (XII sec.). Ma la rappresentazione, raggiunse notevole valore artistico con Giotto (1266-1337) che raffigurò l’Ascensione nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Si ricorda inoltre un affresco di Buffalmacco (XIII sec.) nel Camposanto di Pisa; una terracotta di Luca Della Robbia (1400-1482) nel Museo Nazionale di Firenze; un affresco di Melozzo da Forlì († 1494) ora nel Palazzo del Quirinale a Roma; una tavola del Mantegna (1431-1506) a Firenze, Galleria degli Uffizi; una pala del Perugino († 1523) ora nel Museo di Lione; il noto affresco del Correggio († 1534) nella cupola della Chiesa di S. Giovanni a Parma; l’affresco del Tintoretto († 1594) nella Scuola di S. Rocco a Venezia. In un’ampolla del tesoro del Duomo di Monza, Cristo ascende in cielo, secondo una tipica iconografia orientale, assiso in trono; in altre raffigurazioni Egli ascende al Cielo fra uno stuolo di Angeli, di fronte agli sguardi estatici degli Apostoli e della Vergine. 

giovedì 10 maggio 2018

Alcune informazioni: mese di maggio a Medjugorje

Ritiro spirituale internazionale a favore della vita


Il Sesto Ritiro spirituale internazionale a favore della vita si terrà a Medjugorje dal 9 al 12 maggio 2018. Esso è dedicato al personale medico e paramedico, difensori della vita, preghiera per chi ha perso un figlio, per chi è ferito dall’aborto volontario o spontaneo, per le coppie sposate che desiderano un figlio, per gli attivisti pro-life, per le vittime della violenza domestica, per le famiglie monogenitoriali, per le donne in stato di gravidanza..
 
Il Tema dell’Incontro di quest’anno sarà: “Vivere della Parola di Dio - Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture” (Lc 24,45)



La Festa della mamma

La Scuola Primaria di Bijakovići, unitamente alla parrocchia di Medjugorje, organizza per lunedì 14 maggio prossimo una “Festa della mamma”, che si svolgerà presso il Salone “San Giovanni Paolo II” a partire dalle ore 19:30. La serata sarà caratterizzata da canti, battute scherzose, allegria e letizia. Partecipiamo, dunque, in gran numero! Così sosterremo i nostri bambini e renderemo più bella per le mamme la giornata loro dedicata.




Il giovedì, giornata dei parrocchiani


Siamo nel mese di maggio, il mese della Madonna. Grati a Dio per i fiumi di grazie che quotidianamente riceviamo, trasmettiamo l'invito che ci giunge dall'Ufficio parrocchiale di Medjugorje, che esorta i parrocchiani a partecipare al programma di preghiera serale specialmente di giovedì. Già da qualche tempo, infatti, i membri del Terz'Ordine Francescano guidano le decine del Rosario serale di quel giorno della settimana, ed uno dei frati che attualmente svolgono a Medjugorje il loro ministero presiederà di volta in volta la Santa Messa serale di ogni giovedì. In quel giorno della settimana, poi, l'Adorazione Eucaristica è particolarmente adatta ai parrocchiani, dal momento che viene tradotta in altre lingue solo tramite gli auricolari. Possa, dunque ogni giovedì divenire quella giornata che ognuno sceglie di vivere per sé, per la sua famiglia e per la comunità parrocchiale.

Le “Mani di Maria” hanno bisogno del vostro aiuto - Medjugorje

Le “Mani di Maria” hanno bisogno del vostro aiuto


Come molti di voi già sanno, l'Associazione “Le Mani di Maria” da lungo tempo aiuta i bisognosi, procurando loro cibo ed altri sostegni. Ogni aiuto in cibo ed ogni donazione, indipendentemente dalla loro entità, possono essere di grande aiuto per proseguire l'attività dell'Associazione, che desidera continuare ad essere le mani protese di Maria, per portare con le sue attività almeno un po' di gioia nelle vite di famiglie in necessità. 
L'Ufficio dell'Associazione “Le Mani di Maria”, che attualmente fa fronte alle necessità primarie di circa duecento famiglie, al momento sta raccogliendo vestiario e calzature per il periodo primaverile ed estivo. Vi riportiamo integralmente il loro comunicato: “Abbiamo nuovamente bisogno del vostro aiuto! Un gran numero dei nostri assistiti è stato da noi provvisto di coperte, cuscini, trapunte e abbigliamento invernale. Vi invitiamo, ora, ad unirvi a noi nella raccolta di abbigliamento e calzature per il periodo primaverile ed estivo. Potrete portare le vostre donazioni, in denaro o in capi, presso il nostro Ufficio dal lunedì al sabato, dalle ore 8:00 alle ore 14:00“.  
 
L'Associazione Le mani di Maria è reperibile al seguente indirizzo:
Gospin trg 1 88266 Međugorje
Tel: +387 36 653 307
 
Per donazioni in denaro, potete utilizzare i seguenti conti correnti:
Dalla Bosnia Erzegovina: Raiffeisen bank, Zmaja od Bosne bb Sarajevo
Numero di conto: 1610000163330066
Dall'estero: SWIFT:RZBABA2S
IBAN: BA391610000163330066

mercoledì 9 maggio 2018